venerdì 29 maggio 2015

L'ira di Dio sul mondo!

La cultura sodomita avanza!



Treviso: “bimbi dell’asilo invitati a spogliarsi e toccarsi”. Padre pesta la maestra

Istruzione, NEWS
Una maestra d’asilo sotto choc finita all’ospedale con un sopracciglio escoriato, un padre arrabbiato che irrompe a scuola per redarguire l’insegnante del figlio.
Sono gli unici elementi certi di un caso, scoppiato oggi, raccontato dal gazzettino, secondo cui si rincorrono voci su una ‘lezione’ particolare tenuta in aula, in cui i bimbi sarebbero stati invitati a spogliarsi per scoprire le differenze sessuali tra maschi e femmine.
Proprio questa attività sui generis avrebbe spinto il padre di un bimbo di 5 anni – non si sa se maschio o femmina – a precipitarsi in asilo per aggredire l’insegnante.
La donna è stata portata in ospedale in ambulanza e dimessa dopo una medicazione al sopracciglio. Sempre ‘radio scuola’ parla di denunce presentate da tempo da alcuni genitori sui metodi scolastici particolari dell’asilo, nello specifico quelli di tre-quattro insegnanti. E di contro-denunce delle maestre per diffamazione.
I Carabinieri per ora hanno scelto la strada del silenzio sull’intera vicenda. «Ci stiamo attivando quanto più possibile – fa sapere un ufficiale – per chiarire i termini della questione. Servono tutte le cautele del caso».
Di certo vi è il fatto che i genitori dell’asilo si sono divisi in due fazioni, tra chi difende a spada tratta le maestre e chi punta il dito contro il corpo insegnante, dicendo di aver notato che i propri figli, alcuni dei quali di 3 o 4 anni, avrebbero improvvisamente ricominciato a bagnare il letto.
Alcuni genitori hanno annunciato un sit-in davanti all’asilo, dopo aver tenuto a casa da giorni i figli per protesta.




Germania a lezione di gender: bimbi svengono a scuola. E chi protesta va in carcere

La Germania si spacca sui corsi di educazione sessuale e diversità di genere

Bimbi che si sentono male in classe, vanno in iperventilazione, svengono. 
Genitori in carcere per non aver obbligato i figli a partecipare ai corsi sul gender.


Succede nella Germania del 2014, dove chi osa anche solo dissentire dall'ideologia imperante del gender viene perseguito con determinazione, e a norma di legge. Al punto da rischiare di ritrovarsi la polizia sul pianerottolo di casa.
Borken, vicino a Munster, sei bimbi sono dovuti rimanere a casa da scuola per essersi sentiti male dopo che in classe erano state mostrate loro immagini esplicite a sfondo sessuale, nell'ambito di un progetto di educazione alla "diversità di genere". Dopo che un primo bambino ha dato segni di avere problemi di circolazione, si è scatenata una reazione a catena, con altri piccoli studenti che sono andati in iperventilazione e un alunno che è quasi svenuto, rendendo necessario l'intervento dell'ambulanzaLa polizia ha minimizzato l'episodio sostenendo che "non fosse successo niente" e che si trattasse di immagini e disegni "assolutamente normali". Le autorità mediche hanno comunque disposto le analisi del sangue per uno dei bimbi che si sono sentiti male.
Negli stessi giorni a Eslohe, 170 chilometri a sudest di Borken, è scoppiato un caso analogo che sta letteralmente spaccando in due l'opinione pubblica in tutto il Paese: due coniugi di 37 anni, Eugen e Luise Martens, sono stati incarcerati per quaranta giorni perché la figlia, iscritta alle scuole elementari, si era rifiutata di partecipare ai corsi di educazione sessuale previsti dall'istituto. Eugen, che con sua moglie ha altri otto figli, era già stato arrestato l'anno scorso con la medesima accusa: in quell'occasione a Luise era stata risparmiato il carcere solo perché incinta.
In tutta la Germania si stanno formando movimenti e comitati di solidarietà in appoggio ai coniugi Martens, per esprimere il dissenso contro una scuola che obbliga i bambini di sei anni a frequentare regolarmente lezioni di ideologia gender. In Germania i genitori dei bimbi che saltano la scuola possono essere denunciati dall'istituto e processati dal tribunale, anche se lo studente abbandona la lezione di propria iniziativa, come è stato nel caso della figlia dei Martens.
"Il contenuto delle lezioni è perverso - spiega a Tempi Mathias Ebert, fondatore dell'associazione "Besorgte Eltern" ("Genitori preoccupati") - Non solo si mostra ai bimbi come funziona il sesso dei maschi e delle femmine, ma li si mette davanti alle variepratiche sessuali: sesso orale, sesso anale molto altro. Si dice anche ai bambini, sin dalle elementari, che il loro genere non è determinato e che non possono sapere se sono maschietti o femminucce, che devono pensarci su."
Ebert racconta anche che in Germania c'è molta paura a denunciare episodi come questo, perché "in questo Paese non appena si viene puniti si viene considerati dei criminali": "Chiediamo solo che non vengano turbati i sentimenti dei bambini. Non è giusto. È una violenza nei loro confronti."
 °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°


·     
MAR 201518.00
Chiara Lalli, bioeticista 

Il performer Blanco, del gruppo Eyes Wild Drag, a Roma il 7 marzo 2012. È il primo gruppo di dragking a Roma che fa spettacoli teatrali e workshop di travestimento. Simona Pampallona
“La teoria del gender è un’ideologia a sfondo utopistico basata sull’idea, già propria delle ideologie socio-comuniste e fallita miseramente, che l’eguaglianza costituisca la via maestra verso la realizzazione della felicità. Negare che l’umanità è divisa tra maschi e femmine è sembrato un modo per garantire la più totale e assoluta eguaglianza – e quindi possibilità di felicità – a tutti gli esseri umani. Nel caso della teoria del gender, all’aspetto negativo costituito dalla negazione della differenza sessuale, si accompagnava un aspetto positivo: la totale libertà di scelta individuale, mito fondante della società moderna, che può arrivare anche a cancellare quello che veniva considerato, fino a poco tempo fa, come un dato di costrizione naturale ineludibile”. A scriverlo è la storica Lucetta Scaraffia (”La teoria del ‘gender’ nega che l’umanità sia divisa tra maschi e femmine”, L’Osservatore Romano, 10 febbraio 2011).
Chi è che vuole negare l’esistenza e la differenza tra maschi e femmine? E quando sarebbe successo? Rispondere è facile: nessuno e mai. Tuttavia da qualche tempo è emersa questa strana e inesistente creatura, metà fantasia, metà film dell’orrore: è l’“ideologia del gender”. Non è facile individuarne la data di nascita, ma quello che è certo è che nelle ultime settimane la sua ombra minacciosa è molto invadente.
È buffo vedere quanta paura faccia il riflesso di quest’essere mostruoso (ma allucinatorio come Nessie), nato in ambienti angustamente cattolici, conservatori e ossessionati dalla perdita del controllo. Il controllo sulla morale, sul comportamento, sull’educazione e sul rigore feroce con cui si elencano le categorie del reale con la pretesa che siano immutabili e incontestabili in base a un argomento d’autorità: “È così perché lo diciamo noi”.
Questa perfida chimera che vorrebbe annientare le differenze sessuali si nutre della continua e intenzionale confusione tra il piano biologico (“per fare un figlio servono un uomo e una donna”) e quello sociale e culturale (“per allevare un figlio o per essere buoni genitori bisogna essere un uomo e una donna”). Come vedremo, perfino il piano biologico è meno rigido e, no, non significa che “non ci sono differenze biologiche tra uomo e donna” – nessuno lo ha mai detto.
Ma le Cassandre della “ideologia del gender” combattono contro un nemico che hanno immaginato, o che hanno costruito, stravolgendo il reale, per renderlo irriconoscibile e poterlo così additare come un mostro temibile (si chiama straw man ed è una fallacia molto comune: si prende un docile cane di piccola taglia e lo si trasforma in un leone famelico; poi si litiga con il padrone del cane e lo si accusa di irresponsabilità: “Girare con una bestia feroce in luoghi affollati e con tanti bambini!”). Perché essere tanto spaventati da esseri che non esistono e da ombre sulle pareti? Perché non girarsi per rendersi conto, finalmente, che va tutto bene?
Se state poco sui social network e scegliete bene le vostre letture forse non ne avete mai sentito parlare. Ma è sempre più improbabile che non ne sappiate nulla visto che lo scorso 21 marzo Jorge Maria Bergoglio ha detto che la “teoria del gender” fa confusione, è uno sbaglio della mente umana e minaccia la famiglia. “Come si può fare con queste colonizzazioni ideologiche?”, ha domandato.
Un paio di giorni dopo Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha aggiunto che “l’ideologia del gender” si “nasconde dietro a valori veri come parità, equità, autonomia, lotta al bullismo e alla violenza, promozione, non discriminazione… ma in realtà pone la scure alla radice stessa dell’umano per edificare un transumano in cui l’uomo appare come un nomade privo di meta e a corto di identità”. È addirittura una “manipolazione da laboratorio”. E poi si è rivolto accorato ai genitori: “Volete voi questo per i vostri figli?”. E qualche giorno più tardi ci è tornato il cardinale Carlo Caffarra, ricorrendo a una metafora oftalmica: “Esiste oggi una cataratta che può impedire all’occhio che vuole vedere la realtà dell’amore di vederlo in realtà. È la cataratta dell’ideologia del ‘gender’ che vi impedisce di vedere lo splendore della differenza sessuale: la preziosità e lo splendore della vostra femminilità e della vostra mascolinità”.
Minacce individuali e familiari, errori mentali, colonizzazioni ideologiche, furti di identità e di umanità, manipolazioni, cataratte: mai tanti e tali disastri erano stati attribuiti a qualcosa che non esiste.
“Maschio e femmina li creò” (Genesi)
Chi se la prende con la presunta “ideologia del gender”, come dicevo, confonde intenzionalmente i termini e i concetti per deriderli, banalizza le differenze per farne una caricatura, si ostina a non capire le questioni e invece di domandare spiegazioni si nasconde dietro una presuntuosa e rivendicativa ignoranza.
Ci sono molti esempi e vengono dalla cronaca (tra gli ultimi il gioco “porno” all’asilo di Trieste) o da documenti più o meno ufficiali (sempre di area ultraconservatrice e fortemente miope).
Eccone un altro esempio, forse più grave ancora perché Roberto Marchesini è psicologo e psicoterapeuta (“Il ragazzo curato a ormoni per diventare ragazza”, La Bussola Quotidiana, 9 marzo 2015): “Non importa se ci sono due cromosomi Y, o un cromosoma Y e due X: se c’è il cromosoma Y siamo maschi, punto. E non è questione di organi genitali: siamo maschi o femmine in tutto il nostro corpo, perché ogni cellula del nostro corpo ha quel benedetto cromosoma. Possiamo mutilarci, possiamo aggiungerci appendici siliconiche in ogni parte del corpo, depilarci, limarci la mascella e sottoporci a qualsiasi altra tortura, ma resteremo maschi. Senza genitali, magari, con protesi sul petto, ma sempre maschi. Quindi non è possibile che questo ragazzo diventi una ragazza. Qualcuno ha mentito ai genitori e a lui. […] È l’ideologia di genere che ci fa credere una cosa assurda, cioè che sia possibile ‘cambiare sesso’. Si chiama ideologia proprio per questo”. In questo caso la confusione è aumentata da possibili interventi (ormonali e chirurgici). Su questo torneremo.
Sempre a marzo, Paola Binetti era molto allarmata: “Presentata all’Onu richiesta di inserire movimento femminista e alle associazioni Lgbtq, nel quadro teorico e pratico del ‘sistema gender’” (5 marzo 2015, Twitter).
C’è anche il filosofo Diego Fusaro che, in occasione della polemica scatenata da Dolce & Gabbana, aggiunge un po’ di Asimov che ci sta sempre bene. Fusaro: “Dolce e Gabbana? Li attaccano perché ora c’è la prova. Gender, siamo all’ingegneria sociale”, 16 marzo 2015. Alla domanda, “Dopo tutte le polemiche gli asili nido di Trieste hanno fatto bene a fare retromarcia sui ‘giochi gender?’”, Fusaro risponde: “Ormai per manipolare bisogna partire anzitutto dai bambini. Siamo al cospetto di una vera e propria ingegneria sociale, è evidente, una mutazione antropologica direbbe Pasolini, si cerca di inculcare fin dalla giovane età che non esistono uomini e donne ma ognuno si sceglie il sesso che vuole. Tutto ciò per me è una sciocchezza, i sessi sono due, poi ci sono tutti gli orientamenti sessuali possibili, ma un omosessuale resta sempre un uomo così come una lesbica rimane sempre una donna”.
Ho già detto che nessuno vuole eliminare la differenza tra uomini e donne? È davvero un peccato che Fusaro abbia rinunciato al ruolo principale della filosofia: cercare di chiarire i termini e i concetti. Offrirsi cioè come uno strumento per capire meglio e non per mescolare le parole come si farebbe in un caleidoscopio, perché il risultato non è più colorato ma più annebbiato. Spesso completamente fuori fuoco.
Barcellona, Spagna, 16 luglio 2011. Simona Pampallona
“Non esistono uomini e donne”
Per capire come l’“ideologia del gender” rimescoli parole a caso – aspirando a sembrare qualcosa di sensato – dobbiamo fare una premessa.Le definizioni sono arbitrarie, ci servono per semplificarci la vita. Dovremmo sempre ricordarci però che la realtà è un insieme in cui i confini netti non esistono – ma esistono contiguità, sovrapposizioni, intrecci sui quali tracciamo linee e diamo definizioni – e che, più conosciamo più possiamo (o dobbiamo) specificare, come quando ci avviciniamo a qualcosa (sedia, tavolo, gioco: provate a dare una definizione necessaria e sufficiente e vi accorgerete che è meno facile di quanto possiate immaginare).
Ciò non significa che non esistono differenze o che sia tutto nella nostra testa (nella nostra percezione), almeno nella prospettiva realista. Significa che quello che osserviamo è più fluido di un interruttore che spegne e accende una luce.
Lo si dimentica a volte. Lo si rimuove sempre quando si parla di (ideologia del) gender.
La biologia, per cominciare, fa distinzioni meno nette rispetto ai termini maschio/femmina. In biologia ci sono i due estremi (M e F), ma ci sono anche molte possibilità intermedie. Esistono molti stadi di intersessualità, come l’ermafroditismo, la sindrome di Morris e quella di Swyer, e ci sono casi in cui è controversa la definizione di intersessualità, come la sindrome di Turner o di Klinefelter (si veda il film XXY). Anche alcune di queste condizioni sono definite patologiche (disordini di differenziazione sessuale o di sviluppo sessuale), ma pure definire una “patologia” non è così agevole come potrebbe sembrare.
Questo soltanto se parliamo di sesso, ovvero dell’appartenenza a un genere sessuale indicato come XX e XY (sono i cromosomi sessuali a distinguere, a un certo punto dello sviluppo embrionale, gli individui che saranno maschi da quelli che saranno femmine).
Sesso, identità di genere e ruoli, orientamenti e preferenze sessuali
Se però cominciamo a parlare di identità di genere, di ruoli e di orientamenti sessuali le cose si complicano ulteriormente. Si può essere di sesso M e avere una identità sessuale maschile oppure femminile (oppure ambigua, oscillante, cangiante). Nulla di tutto questo è intrinsecamente patologico o sbagliato e soprattutto ciò che è femminile e maschile è profondamente determinato culturalmente, tant’è che i ruoli maschili e femminili cambiano nel tempo e nello spazio.
Il rosa non è intrinsecamente un colore da femmine (F), almeno lo è in modo diverso rispetto all’avere o no l’utero, anche se si può essere donne – in un senso meno claustrofobico della riduzione del ruolo femminile a un patrimonio cromosomico o al possesso di alcuni organi sessuali – senza averlo: perché sei nata senza, perché te l’hanno tolto, perché eri nata come M ma la tua identità di genere è femminile.
I ruoli sono il risultato di stratificazioni lunghe e tortuose e non rappresentano qualcosa di immobile e determinato per sempre, né tanto meno quello che è giusto e buono (trasformare tutto questo in “mica pretenderete che due uomini si riproducano?” è un problema di chi equivoca così malamente e non del gender).
Poi ci sono le preferenze o gli orientamenti sessuali: eterosessuale, omosessuale, bisessuale, queer, eccetera. Ci sono anche gli asessuali (in Giappone le percentuali di individui non interessati alle relazioni affettive e sessuali sono altissime) e ovviamente ci sono i casti, non per mancanza di interesse sessuale ma per un fioretto come Sophia Loren in Ieri, oggi e domani, oppure per un voto di castità meno temporaneo.
Gender studies
“Ideologia del gender” (cioè del genere sessuale) non vuol dire nulla. È come dire ideologia del sapone o del cielo. Tra l’altro è ancora più insensato se si pensa che è attribuita a chi vuole alleggerire la pressione del dover essere – perciò in caso dovrebbe essere “anarchia del gender”, o “relativismo del gender” visto che per alcuni è un insulto essere relativista (anche questo rasenta l’insensatezza, soprattutto se ci ricordiamo che l’alternativa è l’imposizione e il dogmatismo).La sfumatura di imposizione che si vuole attribuire, dal sapore complottista, suona davvero strana perché imporre un giogo meno stretto è un po’ bizzarro. Sono quelli che strepitano contro la temibile “ideologia del gender” che vogliono imporre decaloghi e regole rigide e stabilite da loro – mentre i gender studies si muovono in un dominio di libertà, in una fluidità dei modelli (individuali e familiari); sono per la loro desacralizzazione e per i diritti per tutti. Basta cercare su Google. Basterebbe anche solo leggere
 il recente documento approvato dall’Associazione italiana di psicologia che ha l’intento di “rasserenare il dibattito nazionale sui temi della diffusione degli studi di genere e orientamento sessuale nelle scuole italiane” e di “chiarire l’inconsistenza scientifica del concetto di ‘ideologia del gender’”.
Non ha molto senso nemmeno il termine “omosessualismo”, se non in un senso di scherno e di intenzionale disprezzo. Peggio di “frocio”, perché almeno frocio è limpidamente aggressivo (poi ovviamente l’offesa dipende dal contesto, dalle intenzioni dei mittenti e dallo spirito dei destinatari) mentre “omosessualista” ammicca a una correttezza formale e superficiale che nasconde la convinzione che tu faccia schifo e sia inferiore in quanto non eterosessuale – è l’“in-quanto” a essere sbagliato, sia in senso dispregiativo sia in senso adulatorio. Non c’è nessun merito a essere donna o lesbica. E non c’è nemmeno nell’essere omosessuale, casto o indeciso. Ma, è chiaro, non c’è nemmeno un demerito o un peccato.
C’è un altro termine che suscita reazioni scomposte: cisgender. È un termine usato per indicare la coincidenza tra il genere sessuale (M o F) e l’identità sessuale (maschile e femminile). Gli ottusi abituati a distinguere solo M e F come XX e XY (e a pensare come giusto solo l’orientamento eterosessuale, immaginato fisso e immobile come Aristotele pensava la sua cosmologia) ne sono spiazzati e reagiscono come si reagisce alle scuole medie davanti all’ignoto: ridono imbarazzati, giudicano quello che non sanno e non vogliono sapere come un capriccio di menti disturbate.
Rivendicano identità che nessuno vuole mettere in discussione – “io sono femmina!” – un po’ come succede quando si parla di matrimoni e di famiglie: “Volete distruggere la famiglia!”.Stanno cercando di fare il contrario di quanto è avvenuto con il termine queer: originariamente un insulto, è stato trasformato nel tempo fino a diventare una parola dal significato ampio ma essenzialmente non dispregiativo (ci sono i dipartimenti universitari queer e queer studies nelle università più prestigiose – si veda Yale, per esempio).
Ci sono poi ovviamente le patologie sessuali, le perversioni o le ossessioni, che sono indipendenti dall’essere M, F, eterosessuale o indeciso.

Bourges, Francia, 2012. Simona Pampallona
“On ne naît pas femme, on le devient”
Per fare un esempio cattolico ufficiale della miopia che caratterizza l’“ideologia del gender”,
 basta leggere il discorso del santo padre Benedetto XVI del 21 dicembre 2012, perché nonostante alcuni ci tengano a sottolineare che la loro avversione non c’entra con la religione, si parte sempre dalla dicotomia M e F (e spesso lì si rimane, come in un’inutile corsa sul posto):
“Egli [il gran rabbino di Francia, Gilles Bernheim] cita l’affermazione, diventata famosa, di Simone de Beauvoir: ‘Donna non si nasce, lo si diventa’ (On ne naît pas femme, on le devient). In queste parole è dato il fondamento di ciò che oggi, sotto il lemma ‘gender’, viene presentato come nuova filosofia della sessualità. Il sesso, secondo tale filosofia, non è più un dato originario della natura che l’uomo deve accettare e riempire personalmente di senso, bensì un ruolo sociale del quale si decide autonomamente, mentre finora era la società a decidervi. La profonda erroneità di questa teoria e della rivoluzione antropologica in essa soggiacente è evidente. L’uomo contesta di avere una natura precostituita dalla sua corporeità, che caratterizza l’essere umano. Nega la propria natura e decide che essa non gli è data come fatto precostituito, ma che è lui stesso a crearsela. Secondo il racconto biblico della creazione, appartiene all’essenza della creatura umana di essere stata creata da Dio come maschio e come femmina. Questa dualità è essenziale per l’essere umano, così come Dio l’ha dato. Proprio questa dualità come dato di partenza viene contestata. Non è più valido ciò che si legge nel racconto della creazione: ‘Maschio e femmina Egli li creò’ (Gen 1,27). No, adesso vale che non è stato Lui a crearli maschio e femmina, ma finora è stata la società a determinarlo e adesso siamo noi stessi a decidere su questo. Maschio e femmina come realtà della creazione, come natura della persona umana non esistono più”.
Se non si riesce a sottrarci a questa visione semplicista e ingessata quando si parla di sesso (biologico), è inevitabile che quando è necessario introdurre la differenza tra gender, identità e ruolo di genere e preferenze sessuali l’effetto è quasi comico. È ovvio che de Beauvoir intendesse qualcosa di molto diverso da quanto Bernheim lascia intendere, proprio come chi oggi è tanto spaventato dal gender.
“Il gender è più pericoloso dell’Isis!”
Il comico muta in grottesco quando si azzardano metafore al rialzo: “L’ideologia del #gender è più pericolosa dell’Isis”, avverte durante la messa don Angelo Perego, parroco di Arosio (Como). E non è certo il primo né il più originle. Tony Anatrella, prete e psicoanalista, nella prefazione del volume
 Gender, la controversedenuncia la cultura di genere come un’ideologia totalitaria, più oppressiva e perniciosa dell’ideologia marxista.
L’elenco è molto lungo e poco fantasioso. Un capriccioso puntare i piedi contro la frammentazione di una realtà che non è mai stata monolitica (ma solo presentata come tale) e, inevitabilmente, contro la (ri)attribuzione dei diritti.
Sarebbe già abbastanza ingiustificabile usare fantasmi e spauracchi per limitare i diritti, soprattutto perché garantire diritti a tutti non li toglie a nessuno. Ma tutto questo rischia di diventare inutilmente crudele quando è diretto ai bambini e agli adolescenti – scenario non inverosimile se si pensa che uno dei luoghi di scontro è proprio la scuola.
Non solo: ritrovarsi con dei genitori che ti mandano a farti aggiustare se sei frocio o ridicolizzano la tua identità di genere (che non è come la vorrebbero loro o come dice il prete) “perché sei piccolo” è davvero penoso. Si sopravvive (non sempre), ma c’è un carico pesantissimo di dolore evitabile.“Chi difende i diritti del bambino diverso?”, domandava Paul B. Preciado in un articolo di due anni fa. “I diritti del bambino che vuole vestirsi di rosa. I diritti della bambina che sogna di sposarsi con la sua migliore amica. I diritti del bambino e della bambina queer, omosessuale, lesbica, transessuale o transgender. Chi difende i diritti del bambino di cambiare genere se lo desidera? Il diritto alla libera autodeterminazione del genere e della sessualità. Chi difende i diritti del bambino a crescere in mondo senza violenza di genere e senza violenza sessuale?”.
Dovremmo rispondere a tutte queste domande (dovrebbero provare a rispondere gli agitatori della “ideologia”), ricordando che “mio padre e mia madre durante la mia infanzia non proteggevano i miei diritti. Proteggevano le norme sessuali e di genere che loro avevano assorbito dolorosamente, attraverso un sistema educativo e sociale che puniva ogni forma di dissidenza usando la minaccia, l’intimidazione, la punizione, la morte”.
·      ITALIA
·      DIRITTI

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°


Gli articoli qui sopra, sono solo una squarcio su questo fenomeno dilagante, in tutto il mondo, noi che siamo cattolici cristiano italiani, diapproviamo tali costumi che non ci appartengono, anche se in Europa è oramai quasi connaturata la cultura gender dove si obbliga i figli, a prendere atto fin dall’asilo della loro sessualità, ma in modo promiscuo, una cosa per noi italiani è aberrante al solo pensarlo. Ciò non fa orrore solo per chi è cattolico ma anche i laicim rimango sconcertati per questa pratica,  abbiamo sempre pensato che i bambini siano la cosa più bella e pura di questa nazione, è mai possibile che la autorità italiane permettano lo stupro della verginità mentale di questi piccoli esseri, indifesi? Presumo che anche le forze dell'ordine hanno figli, o vivono sul mondo della luna? Ma se questo dovesse continuare, cosa ne sarà fra qualche anno, non tanto in là di questi nostri piccoli figli? Saranno tutti pervertiti? Molto probabilmente si! Qualsiasi psichiatra non sarebbe d'accordo con questo modo di trattare l'innocenza dei nostri bambini, e poi viene fuori l'orco, poi viene fuori lo scandalo, il pedofilo, ecc, Ma se si danno ai più piccoli queste cose come esempio, è ovvio che poi diventa difficile capire di chi è realmente la responsabilità, perché poi i bambini cercano queste cose, e le cernano verso gli adulti, non si accontentano tra di loro, conosciamo bene quanto sia grande la curiosità dei più piccoli, cosa dobbiamo diventare tutti dei pervertiti, non lo so! Mi sto chiedendo effettivamente parliamoci chiaro Signori a cosa serve questa cultura, per informare chi? dei bambini che non sanno nemmeno quello che fanno? A cosa serve? A cosa porta? E cosa porterà? Dove si vuole arrivare? E cosa c'è dietro a questo pensiero, a questa prevaricazione? 

Forse questa è una scusa per imbarazzare la società, siamo arrivati ad avere una bella società moderna, e dobbiamo tornare indietro di secoli e per quale ragione? Poi non lamentatevi se accadono tragedie, non lamentatevi se i figli diventano pervertiti, non lamentatevi se ci sarà un aumento dei pedofili. 
Se ora siamo in difficoltà, perché c'è una pazzia generalizzata in tutto il mondo e dobbiamo affrontare casi di tutti i tipi quasi irrisolvibili, ma se diamo la possibilità di disturbare mentalmente i più piccoli è finita, possiamo ammazzarci prima, che tanto la nostra fine prima o poi arriverà!  
Non ne verremo più fuori, qualsiasi persona intelligente cerca di evitare ai suoi figli queste cose, noi adulti sappiamo bene quanto sia difficile la vita oggi giorno, e quanto sia facile trovare la prostituzione, cosa vogliamo trasformare i figli in pedofili, condannarli oltretutto a prendere anche una marea di malattie? 
Forse questa è strategia, per distruggere la popolazione dei giovani, e la forza lavoro degli Italiani dove finiremo? sarà l'estinzione di massa di tutti i popoli.   
Perché se lediamo le basi fondamentali che stanno nella famiglia Italiana, notoriamente forte, distruggiamo tutta la nazione, non abbiamo bisogno di  questo sfacelo della nostra amate e bella Italia. 
Per noi Italiani i bambini sono sacri! Tutti lo sanno, dallo Psichiatra, al magistrato, al politico, fino al contadino.
Mi chiedo in tutte le scuole dove anche i figli dei politici vanno, si fanno queste cose? 
Oppure bisogna pensare che solo alcuni istituti sono toccati da questa realtà? 
Non credo che i figli di coloro che sono agiati, ricchi,  avvocati, magistrati, politici, psichiatri, medici, ecc siano posti a far certe cose tra loro, creando a queste piccole creature innocenti non pochi disagi psicologici, con il rischio che si sviluppino deformazioni mentali tali, da indurli ad assecondare senza volerlo, un domani quando avranno qualche annetto di più, ma non tanti di più, i desideri morbosi di adulti, che senza scrupoli potrebbero approfittare della loro innocenza. 
Ma questa cultura immorale, viziosa, stupratrice mentale dei figli, che è a noi estranea siamo proprio costretti a prenderla sulla nostre spalle?  
Solo perché l’Europa vuole ed esige il suo prezzo? 
In nome di cosa o di chi? un eguaglianza degli usi e dei costumi, in tutte le nazioni? 
Ma dove sta il rispetto delle singole identità nazionali? 
Ah certo dimenticavo siamo in Europa! Non esiste più l’italiano, non esiste più il francese, non esiste più il tedesco, ne il belga, l’olandese, lo spagnolo ecc, ogni nazione non c’è più, sarà vero? 
Non ci chiamiamo più italiani, francesi, inglesi, ecc, oh sbaglio! No! Esiste l’Europa economica, ma non esiste assolutamente un coesione Europa che faccia sparire definitivamente in maniera assoluta l’identità fisica di ogni appartenente alle singole Nazioni Europee, per cui in realtà l’Europa egemonizza solo Economicamente - politicamente gli stati membri, ma in realtà ogni nazione si guarda bene, dal confondersi con le  altre. La Francia non vuole perdere la sua identità nazionale, hanno il loro inno, il loro cibo,  la loro economica, le loro leggi, ecc, così neppure la grande Germania, vuole perdere la sua identità nazionale, ma figuriamoci se vogliono confondersi con i greci, gli italiani, gli spagnoli, i francesi, ecc, ma nemmeno per idea!!! Se tutta Europa fosse veramente un unico stato le identità nazionali sparirebbero, ma nessun Europeo veramente vuole questo, ne oggi, ne domani, ne mai, questo non avverrà mai. Per cui i francesi, i tedeschi, ecc, in casa loro decidono quello che pensano sia meglio per loro, ma questo non lo possono i fare i paesi del sud Europa? no! questi sono di serie B forse C se ben vada, nell’ottica tedesca della grande e poderosa Cermania, quindi tutti i paesi inferiori economicamente devono anche sottostare alle regole che la grande, potente, madre Germania impone a costoro, per cui tutti i politici degli staterelli vassalli, devono subire le coercizioni del colosso che impone regole e leggi che non sempre collimano con gli interessi dei paese vassalli. Per cui si creano turbamenti all’interno di questi,  con i risultati che ben sono evidenti sotto gli occhi di tutti, e i casi di corruzione mentale dei più piccoli sono solo una parte del malumore che questa coercizione dell’Franco-Tedesca, sta portando distruzione ovunque. Forse costoro hanno già iniziato da anni a stravolgere le menti dei loro piccoli?  Per cui pensano che sia bene che anche gli staterelli vassalli debbano immedesimarsi nella loro stessa logica e legge che dovrebbe andar bene per tutti. Da un certo punto di vista delle volontà reali di ogni singolo stato  Europeo, i governi possono fare quel vogliono; però mi sto chiedendo come mai la grande Madre Chiesa Cristiana Cattolica Romana che ha sempre tutelato l’innocenza dei più piccoli, non si è ancora adirata? come adirato è in questo momento il Suo Dio!!


venerdì 22 maggio 2015

FURTO DELLE PROPRIETA IMMOBILIARI

ANONYMOUS AVVERTE L'ITALIANI...



Devo dire la verità il fatto stesso che il video sia su Yuotube, mi fa un po ridere,   questi di Anonymous chiedono di cancellare il video, beh è un po ridicola la cosa.....per il semplice fatto che non vorrei che esso fosse in realtà un bumerang a favore di chi loro parlano male! Potrei addirittura pensare che questa sia propanganda favore di Renzi!

 Aldilà delle accuse a Renzi vere o non vere, non mi interessa, l'unica cosa che potrebbe spaventare veramente gli Italiani è la confisca delle proprietà immobiliari, solo quello potrebbe creare non poco panico, tutto il resto penso che non interessi sinceramente a nessuno! Tanto abituati come siamo a tutto, nessuno bada neppure a chi è, e cos'è!

Offese a chiunque qui ne girano a tonnellate, ve ne sono per tutti, e nessuno è risparmiato, che sia vero che c'è un sistema alle spalle di tutte le nazioni del mondo per destabilizzare ogni nazione occidentale e non, non servono quelli di Anonymous per dirlo, tutto è ben visibile da decenni, quasi da secoli.

Forse quelli di Anonymous pensano di sapere tutto...
Secondo me anche loro per quanto cerchino e per quanto mettano il naso dentro a banche dati e pc, ma i piani segreti per l'anninetamento di certa popolazione non li conoscono, anche loro sono pedine inconsce di altri. 

Tutto questo dannarsi per tentare di far conoscere una verità, non la verità, serve solo a fomentare ancora di più il malumore, e questo è proprio il gioco astuto di coloro che controllano le menti(quelli che si celano sotto il sole oscuro), solo che non tutte le menti possono essere controllate e loro=(non anonymos) lo sanno bene!  

Perchè permettono la divulgazione di tanti filmati, musica con occhi, pubblicità dai contenuti apparetemente tranquilli, ma tutto contiene simboli atti a produrre nella mente umana dei chiari e precisi segnali, come una forma di ipnosi incondizionata, lo stesso si fa con la produzione di documentari sugli ufo, ecc, o sulle tecnologie di ultimo grido, oppure la questione della guerra, isis, e la russia, e l'inquinamento, uno stress gigantesco che collassa sulla fragile popolazione super stressata e portata verso un collaso globale, pilotato. Perchè permettono tutta questa quantità di propaganda contro di loro? Pensateci bene, loro non voglio nascondersi, così facendo si mostrano come coloro che sono colpiti da un ignobile attacco mediatico, da più parti, in questo modo diventano martiri, e la psiciologia infatile degli esseri umani, li vede proprio così, per cui il loro operato consapenvolmente malvagio è il loro operare, siamo noi che li teniamo a galla,  ma nessuno ci bada, vivono nella società a tutti i livelli, contrallono tutti/o, sono ovunque, dentro e fuori, indistintamente, ci osservano, ascoltano e stilano liste nere e bianche, per il momento propizio. 

Per cui continuano il loro lavaggio del cervello, insorabile.  

E nessuno potrà opporvisi! 

La popolazione arriverà ad un certo punto che li osannerà e la stessa cercherà in mezzo a se stessa coloro che si oppongono al regime che nascerà!

La prospettiva finale la conosciamo tutti sta dentro di noi...

Toh nemmeno a farlo apposta, e io l'ho capito subito!!!
Lo stato finanzia i disinfomatori!

martedì 19 maggio 2015

L’eretico!

L’eretico!

Qualcuno mi ha dato dell’eretico perché ho osato criticare S. Paolo, nemmeno fosse Cristo stesso!
Mi chiedo se S. Paolo è più di Cristo a questo punto per taluni, o se è più di S. Pietro per altri!
Vediamo di capire cos’è l’eresia nei suoi vari aspetti, prima mettiamo il significato più in uso …


estratto da treccani:
""Eresia Dottrina che si oppone, in modo contraddittorio, diretto e immediato, a una verità rivelata e come tale proposta a credersi dalla Chiesa. Non può invece dirsi eretica una posizione dottrinale, che si limiti a impugnare una conclusione teologica, una definizione o fatti connessi alla verità rivelata. 
Nel Codex iuris canonici l’e. è definita «errore volontario e pertinace di un cristiano contro una verità che si deve credere per fede divina e cattolica» (can. 751): volontario, in quanto posizione contraria a una verità di fede conosciuta, pertinace, in quanto implica la piena consapevolezza di opporsi alla verità cattolica (se non fosse consapevole, l’e. sarebbe materiale, non formale). È quindi chiaro che capace di e. può essere solo chi, con il battesimo, è entrato nella Chiesa. La teologia morale fa inoltre distinzione tra l’eretico ‘interno’ ed ‘esterno’ secondo che tenga per sé o manifesti le sue dottrine eretiche; quest’ultimo poi è ‘occulto’, se si limita a parlare a pochi e in segreto, oppure ‘pubblico’ se diffonde le sue affermazioni. ""

.......................................................
Mi fermo qui …. Analizzo la prima frase dice: “errore volontario e pertinace …contro una verità…che si deve credere per fede divina”  le parole fondamentali di questa affermazione sono contro una verità , sotto il punto di vista generico l’articolo una può andar bene, ma non sotto il punto di vista divino,  “una” è sbagliato dato che esso dovrebbe essere stato una sola verità cioè LA verità, unica e sola, dato che solo la verità di Cristo cioè il suo vero verbo, e nessun altra verità può essere superiore al Verbo stesso. Usare l’articolo UNA sta invece ad indicare che può esserci alte verità che potrebbero sostituire l’unica verità divina, quando si usano le parole specialmente in senso divino, è fondamentale usare esattamente i termini giusti, altrimenti si da un impressione sbagliate e si trasmette un pensiero erroneo.  Non si può dire UNA VERITA’ se si parla del Verbo di Dio, ma si deve dire LA  VERITA’ chi usa di proposito questo sistema di camuffamento lo fa sapendo bene che usare un articolo al posto di un altro, indica che di verità divine l’uomo ne può usare diverse, e questo sta ad indicare malafede.

Una sta ad indicare UNA tra le tante … mentre usare l’articolo LA  indica una posizione fissa, inamovibile, perentoria e indistruttibile; quindi una verità è una tra le tante verità, mentre La verità è solo una e non ce sono altre.
Il termine una è giusto se si parla di verità umane, nella vita comune di tutti i giorni fuori dall’aspetto religioso.

A tal proposito su questa distinzione non da poco, ma anzi notevole tra l’articolo Una e La c’è da dire che se per la chiesa l’eresia è una significa che la chiesa ha in se e segue molte verità, cosa che non dovrebbe sussistere, se essa persegue LA verità unica e sola! Ma sussiste per la Chiesa più verità, cosa sconcertante, come si fa ad insegnare più verità quando essa ne persegue una sola? Se la verità del Verbo incarnato è una sola, perché dire che l’eretico commette peccato con Una verità, quando realmente l’eretico commette peccato di eresia contro LA Verità di Cristo! Non si può dire a nessuno che è eretico se il suo pensiero è contrario ai santi, perché gli esseri umani santificati, hanno lasciato di loro molti scritti e nessuno sa con precisione se questi contengono eresie o contengo tutti La verità, quante volte S. Agostino ha cambiato le sue parole, sappiamo bene che agli inizi egli era un millenarista e poi divenne contro-millenarista e allora cos’era all’inizio eretico anche lui? Quindi non si può dire che un uomo è eretico solo perché muove delle critiche contro la parola di un x qualsiasi poi fatto santo, si deve dire che è eretico solo chi si oppone alla Parola Santa di Cristo, non agli altri perché altrimenti ci sono molte verità e La verità vera di Cristo passa sotto tutte le altre. Quindi di conseguenza si può giudicare di eresia solo coloro che sono contrari alla Parola di Cristo solo coloro che si oppongono pubblicamente a Cristo, non chi critica la parola di un essere umano, che non è un Dio. L’eresia si può attuare solo verso chi propone dottrine contrarie a Cristo, non chi propone pensieri ed ipotesi per vagliare le parole di un santo o di chiunque altro essere umano. 

Quello che vale è solo La verità in Cristo non degli altri.

Quindi non si può dire che sono eretico per il solo fatto di aver criticato Paolo di Tarso, visto che esso non propone una dottrina sua personale, ma  commentò a suo modo, quello che ha appreso dalle parole degli apostoli e vari discepoli. Paolo non era presente durante la vita di Gesù, ha appreso notizie di Cristo, dagli stessi apostoli e sopratutto da Santo Stefano protomartire. Quindi S. Paolo fa solo un operazione di spiegazione secondo la sua cultura molto erudita e poetica, di quello che egli ha compreso della vita di Gesù, sempre filtrata dalla sua volontà e mente.

Ma tutto quello che ho scritto fin’ora non c’è nulla che mi si possa dire di eretico, visto che ho sempre parlato a favore di Cristo spingendo ai credenti nel capire meglio certi aspetti che nemmeno la chiesa conosce.
Oltretutto il mio parlare è sempre stato a favore della verità non di una verità, ma di quella unica. Se ora consideriamo le parole di S. paolo superiori anche a quella di Cristo accade che San Paolo come tutti gli apostoli diventano dei, e li poniamo sopra Cristo stesso! Allora mi chiedo chi è l’eretico veramente!? Chi sostiene e promuove la Verità di Cristo o chi sostiene verità che sono oltre a Cristo!? Si perché tutte le verità che vengono dopo i 12 apostoli sono parola in più, compresa quella di S. Paolo; nella nostra società, specie nella chiesa cattolica si da più credito alle parole di un Paolo anziché alle parole stesse di Cristo, mi chiedo come mai!

Parte del mondo cattolico San Paolo non lo si può criticare e non lo si può interpretare, ma si può però interpretare la parola di Cristo, non ho capito!
S. Paolo è intoccabile mentre Cristo che vero Dio si può toccare?
Ma non dovrebbe essere l’opposto!

Da come taluni cristiani pongono verso questo santo, pare essere superiore perfino a S. Pietro da quanto viene osannato e citato in ogni dove.

In definitiva si può dire eretico solo chi promuove una dottrina contraria alla volontà di Cristo, ma dato che io promuovo tutto a favorire della fede verso Cristo, Dio Padre, lo Spirito Santo , la Vergine Santissima la stra grande maggioranza dei santi, nessuno si deve permettere di dirmi che lo sono, per il solo fatto che ho criticato un San Paolo? E continuo a dire che le parole usate da Paolo di tarso sono strane e qualcosa non quadra. Perché ho espresso pensieri diversi dal pensiero di altri, ma dove starebbe la libertà di pensiero se questo è il giudizio di chi mi critica. Non  può essere amico chi dice queste stupidaggini!
O devo pensare che c’è una base di invidia anche dietro a queste cose? … dove sta l’intelligenza delle persone e loro vera fede in Cristo!
O si crede in Cristo o si crede in S. Paolo!

Poi ognuno è libero di far quello che vuole e come vuole, sono il primo a lasciar liberi tutti, come lasciava Gesù libero l’uomo di dannarsi o di salvarsi, non sappiamo nemmeno se Giuda sia all’inferno, figuriamoci la critica ad un qualsiasi soggetto che non sia Dio.

giovedì 14 maggio 2015

NIENTE INSULTI MULTA 100 EURO.

Facebook niente insulti multa anche di 100 euro.

È di questi giorni la notizia che il noto e popolarissimo social network in tutto il mondo ha stabilito di multare i partecipanti se qualcuno li segnalerà per insulti …. la cosa a me sta bene perché è giusto, il sociale è diventato veramente quasi un pattumiera, visto che tutti lo usano per qualsiasi sfogo, anche perché visti i numerosi casi di bullismo ai danni di altri soggetti, la cosa trova un giusto ridimensionamento degli utenti, verso quello che è una maggiore civiltà e la salvaguardia di quei soggetti che sono psichicamente più fragili .
Però bisognerebbe capire cosa è un insulto e fino a che punto ciò che si dice è insulto, potremo dividere gli insulti in due categorie, quelli veri e propri pesanti e quelli leggeri. Ma credo che anche l’insulto possa prendere un aspetto religioso, quindi se non si deve insultare la persona come individuo civile, ma si dovrà applicare la stessa cosa, anche nei confronti delle religioni, quindi bando alla bestemmie, altrimenti, parziale ed illogica la punizione solo verso gli insulti ai vivi.

Quindi dividendo gli insulti tra pensati e leggeri, ed non citando quelli pensati vediamo di capire quali potrebbero essere considerati leggeri; ovviamente tutti hanno un loro metro, per stabilire cosa sia leggero e cosa sia pensate, è tutto in relazione al tipo di cultura, psicologia e anche religione o status sociale che il soggetto occupa. Direi che è molto difficile dire questo è leggero e questo è pesante, però voglio egualmente provarci … poi ognuno dirà la sua.

Credo che sia inutile dire quali insulti siano leggeri, però si può dire come essi si formano, cioè quali sono le parole che legate ad altre formano l’insulto leggero o anche pesante …

L’associazione di più parole in modi e forme diverse, determina spesso delle offese più o meno pesanti, in relazione all’abbinamento e all’associazione che si fa con i rispettivi significati, che la società da ad essi.  Quindi dalle parole semplice a quelle associate tutte possono prendere una connotazione negativa..
Deficiente, troglodita, panzone, mignotta, bertuccia, gallina, oca/o, bistecca, patata, becco, ecc

Per esempio dire sei un/a, o siete dei/ siete delle associato a qualsiasi parola esistente specie a quelle degli animali, piante, altro, ecc, può in taluni casi sortire l’effetto di vero insulto, leggero o pesante.

Altri abbinamenti:
hai la +;  vai a + ;  vai al +;  quanto sei +; va a +; ce l’hai + ; ti si (dialetto veneto)+; ecc

Vediamo qualche esempio:
sei un + animale: sei una gallina, sei un oca, sei un coniglio, sei un barracuda, sei  un facocero, sei un struzzo, sei un elefante, sei un ornitorinco, sei un stoccafisso, sei un vipera, sei un somaro, sei una capra, sei un porco, sei un canguro, sei un aquila, sei uno squalo, sei una iena, sei un tacchino, sei un microbo, sei una lumaca, sei un orso,ecc

siete delle + termine: siete delle vipere,
sei un + piante: sei un cocomero, sei un cocco, sei un cavolfiore, sei un finocchio, sei una patata, sei un melone, sei una carota, ecc

sei un + termini vari: sei un definente, dei un troglodita, sei un becco, sei un stronzo, sei un marpione, sei un sepolcro imbiancato (nota frase), sei un vigliacco, sei un mostro, sei un assassino, sei un ladro, sei una prostituta, sei un lestofante, sei un furbo, sei un birichino(allusivo), sei una basa banchi o magna particole, sei un calcolatore, sei una frittola,  sei un marocchino(termine che non si usa solo per i marocchini), sei un Buddha, sei un cannocchiale, sei una pistola, sei un treno, sei un ebreo(può essere inteso come insulto), sei un cruco (inteso come insulto), sei un pigmeo, sei un maniaco,

hai la + termine:   hai la faccia da foca, hai la testa di ….. , hai il naso da elefante, hai la coda di paglia,

vai a : vai a farti benedire, vai al trotto, vai al galoppo, vai al manicomio, vai a suonare la tromba … vai a farti….; ecc

quanto sei ; quanto sei scema, quanto sei bona, quanto sei finocchio, quanto sei gay, ecc

ti si, nà strassa, ti si un beccamorto, ti si nà desgrassia, ti si un porseo, ti si un culaton, ti si nà boa, ti si nà scoresa, questi per la verità sentiti dai veneti fanno pure ridere e spesso i veneti nemmeno si offendono … non sempre…

Effettivamente non è possibile quantificare il numero di parole che si possono adoperare come insulto perché veramente tutte le parole esistenti possono essere utilizzate per insultare qualsiasi soggetto esistente basta porre altri termine prima o dopo che il gioco è fatto.

Allora c’è da chiedersi se possono esistere delle frasi che sono degli insulti ma al tempo stesso non lo sono, mi spiego …. 

Ho coniato delle frasi che sono insulti solo nella testa di chi li riceve, perché in realtà non sono degli insulti perché sono frasi incomplete, mi spiego meglio

alle volte per mandare a quel paese qualcuno che scoccia, specialmente qui su internet, per non offendere nessuno, ma in realtà per offendere , uso questa frase: Sai dove devi andare?… lo hai capito!  

In questa frase non esiste l’insulto perché la frase è incompleta, l’insulto in realtà sta direttamente nella testa della persona che aggiunge senza volerlo l’insulto che la stessa usa per la maggiore e quindi la persona si sente effettivamente offesa, per quanto chi l’ha detta potrebbe non aver pensato nessun insulto e non aver posto nessuna parola al suo interno, per cui la frase risulta un insulto, pur non essendolo, ma è tutto relativo al pensiero della persona che lo riceve.

Oltretutto ci sono anche i rispettivi dialetti, oltre l’italiano o altre lingue straniere … per cui veramente è una cosa impossibile da stabilire cosa sia o non sia insulto, tutto è in relazione alla sensibilità di ognuno, c’è chi si offende quasi mai, c’è chi si offende per veramente poco, quindi capire e sapere quale possa essere il metro migliore per quantificare l’insulto , direi che è impossibile. A questo punto sorge un sospetto, se tutte le parole esistenti possono divenire un insulto quali sono le parole che non sono un insulto?

Anche dire sei una buona donna potrebbe essere inteso male, dipende molto dalla sensibilità della donna che riceve ….  Quindi se si applica il metro di dire io ti condanno per tale insulto, ma poi c’è il rischio ci condannare chiunque per insulti che tali non sono, qual è l’organo competente che stabilisce con sicurezza assoluta quali parole non dire? E’ impossibile visto che abbiamo appena visto che anche le parole positive possono divenire un insulto.  Certo è bene cmq tentare di arginare questo fenomeno, ma è molto difficile stabilire il limite, perché in realtà non esiste nessun limite.

Però bisognerebbe un attimo capire e classificare se fosse possibile quali possono essere usate come “offese “ leggere da quelle pesanti, perché altrimenti diviene impossibile anche parlare normalmente … se tutti poi si offendo per qualsiasi parola che magari io non la interpreto con un offesa e lo è per un'altra persona che si fa, multe a nastro? Ma suvvia siamo seri!!!

Qui vi saluto scherzando Sapete dove dovete andare?… Lo avete capito!   Ahahahahah
Non vi ho detto nulla ma essendo che tutti sono maliziosi, ognuno di voi mette le parolina che  vuole quindi metteteci una bella parolina simpatica.

Arrivederci alla prossima!



venerdì 8 maggio 2015

MOSCHEA IN UNA CHIESA VENEZIANA

SANTA MARIA DELLA  MISERICORDIA A MOSCHEA

Quello che a me ha colpito dell'articolo è stata questa frase di questo islamico, di cui non discuto e non dico nulla, perchè non so nulla,  ma leggo solo la frase che dice tutto... e visto che è presidente della comunità islamica a venezia non può non conoscere bene la nostra lingua.

Una svolta per la vita religiosa degli islamici che abitano a Venezia: "A volte è necessario farsi vedere, dimostrare che tu sei pacifico e che desideri che la gente veda la tua cultura", come ha detto Mohamed Amin Al Ahdab, presidente della comunità islamica veneziana.

Non so se le autorità Italiane hanno compreso la frase esattamente : "è necessario farsi vedere, dimostrare che tu sei pacifico,"  in pratica ha detto che loro voglio farsi vedere pacifici, quando in realtà non lo sono... Il termine "farsi vedere"  significa a casa mia che quello che mostri non è la verità. Non so se la le autorità hanno realmente capito quello che è stato espresso...Mi soprende che abbiamo premesso di dare una mosschea in questo momento così pericoloso per i cittadini Italiani, a Venezia, a questi Islamici che senza ombra di dubbio sono legati con i loro fratelli dell'isis, perchè indubbiamente nessun islamico se accadesse qualcosa di grave denuncerebbe qualsiasi suo appartenente alla propria religione anche se fosse un appartenente dell'isis.

Non guardo la religione guardo le affermazioni...Non condanno nessuno! Ognuno è libero di praticare quello che più sente proprio della propria cultura. 


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Sul piano religioso dico alle autorità italiane che gestiscono la chiesa intitolata alla madre di Dio con il titolo Santa Maria  della Misericordia che è un abominio. Potevate scegliere un luogo più adatto e non profanare una chiesa cristiana!
A si certo forse ho capito, a Venezia l'islam vuole un luogo bello pieno di marmi e fregi dove possono sentisi a loro agio, quasi come a casa loro, in una chiesa cristiana che ricorderà loro, i loro nemici, gli infedeli? Curioso! Non potrà essere mai, una vera moschea ne nella forma, ne in quello che ha contenuto in tanti secoli, lo Spirito Santo di Dio, non so come si sentiranno dentro lì, io temo non tanto bene, spiritualmente parlando! 




Ma è anche logico perchè la città è ricca di chiese...e quindi deve essere distrutta !!
 E gli date la moschea? Così dimostrate di calare le braghe bravi !
il miglior modo per consegnare la  città all'islam...che geni!
Ma l'hanno comperata?

LA FINE DELL'ESTATE!

Le tre potenze del mondo RUSSIA, USA, CINA devono far il possibile perchè la guerra atomica non si manifesti, la smettano di litig...